Ille for Abruzzo / Interviste

Caterina, Camarda (L'Aquila)

La signora Caterina vive dal 17 febbraio 2010 in un alloggio dei M.A.P. di Camarda. Durante la nostra visita c'è anche il signor Arcangelo, che è andata a trovarla per bere un caffè. Arcangelo è vicino di casa, prima lo erano nella vecchia Camarda, ora lo sono nella nuova area di espansione per gli alloggi della post-emergenza.

 

 

F: Dove stavate prima di venire ad abitare nei M.A.P. ii Camarda?
A: Io sono stato in tenda a Camarda per qualche mese e poi mi sono trasferito nella casa di mia sorella che vive negli Stati Uniti, una casa che comunque con un tetto anche se c'erano vari problemi. Non c'erano i mobili e neanche i termosifoni, ma almeno non ci pioveva dentro.
C: Io invece prima di entrare in questo appartamento sono stata da mia figlia a Roma per un po' di tempo, poi per un periodo sono stata a Filetto, in un B&B riservato dalla Protezione Civile. Ogni tanto da Roma tornavo a trovare qui amici e parenti anche se il mio desiderio era sempre quello di poter riavvicinarmi a Camarda. In tenda sono stato per qualche giorno a trovare lo zio che alloggiava nel campo sfollati di Paganica.

 

 

F: La notte del terremoto?
C: La scossa la ho sentita tutta, è stata tremenda e oltretutto non potevo scappare perchè la porta non si apriva. Per fortuna sono riuscita a telefonare a mia cugina spiegandole che ero rimasta intrappolata dentro casa e così sono riusciti a farmi uscire dalla finestra del bagno del piano terra, solo dopo avere levato una grata di ferro che era stata messa per difendersi da eventuali intrusioni. Ironia della sorte, sono uscita da dove teoricamente non si poteva entrare. Ringrazierò per sempre mia cugina e famiglia perchè sono stati i miei angeli custodi e mi hanno fatto uscire.

 

F: Cosa si prova in quegli istanti?
C: In quell'istante avevo capito che era successo qualcosa di terribile. Avevo perso tutto. Mi ricorderò per sempre il boato del terremoto, le cose cascare e soprattutto le croci sui muri (la croce di Sant'Andrea, segno di fessurazione da evento sismico, ndr)
A: Io sono rimasto a letto....dopo le prime due scosse, alle 23 e poi all'una di mattina, non mi ero preoccupato più di tanto, si continuava a stare a letto come se niente di particolare stesse capitando. Ma con la scossa delle 3.32 mi sono accorto che tutto si muoveva, cascava lo stucco, l'intonaco.....istintivamente mi sono rigirato su me stesso e mi sono messo con la schiena al soffitto e ho aspettato che passasse. Dopo di che me ne sono uscito.

 

 

F: Sapevate già che vi avrebbero assegnato un alloggio proprio a Camarda?
C: A dire il vero no, la speranza era comunque quella di non andare troppo lontani dal paese di origine, sarebbe andato anche bene stare ad Assergi, Paganica o Bazzano. Poi quando mi hanno comunicato, a gennaio 2010, che era stato deciso un alloggio a Camarda, ovviamente sono stata contenta. Qui ci conosciamo un po' tutti ed è bello potersi ritrovare.
A: Camarda era la prima scelta per tutti noi, e avere un “Mappe” a Camarda era ovviamente la opzione migliore. (A questo punto con Arcangelo chiariamo il concetto di M.A.P. ovvero Modulo Abitativo Provvisorio)

 

Caterina, dopo la definizione di M.A.P chiede “dove andremo dopo, visto che sono provvisori?

 

F: Giusta domanda, cosa vi aspettate?
C: Io spero di poter tornare a casa mia, a Camarda vecchia, poterla ristrutturare.

Arcangelo rilancia con la possibilità in futuro di poter riscattare questo alloggio, come opzione, visto che ci si trova bene.

 

F: Si vedrà come le autorità si muoveranno, comunque, per il momento, come vi trovate in questi alloggi?
C: Stiamo bene qua dentro, sarebbe bello poter appendere qualche quadro, personalizzare un po' la casa, già ho cominciato con alcuni oggetti di mia figlia là sulla mensola, ho messo un bel copriletto colorato nel letto. L'unica cosa è che quando piove, poiché siamo al piano primo, si sente un po' il rumore della pioggia. Per il resto si sta caldi in inverno, vediamo ora in estate, speriamo di stare freschi.

 

Arcangelo interviene dicendo che al rumore della pioggia ci si abitua e Caterina simpaticamente ribatte dicendo che non si vuole abituare ad un rumore che non le piace.


 

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